Se le case vuote sono al centro del dibattito, è perché stanno cambiando profondamente le condizioni che determinano il modo in cui viviamo le città. È questo il quadro emerso dal talk di apertura del Festival con Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME.
Dal Talk con Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME.
Ha moderato Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino.
Se le case vuote sono al centro del dibattito, è perché stanno cambiando profondamente le condizioni che determinano il modo in cui viviamo le città. È questo il quadro emerso dal talk di apertura del Festival con Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME, che ha proposto una lettura delle trasformazioni demografiche, economiche e sociali che stanno ridefinendo la domanda abitativa.
Il punto di partenza è un apparente paradosso: mentre molte città italiane perdono abitanti, cresce il numero delle famiglie. Nuclei più piccoli, nuove forme di convivenza, aumento delle persone sole e progressivo invecchiamento della popolazione generano infatti una domanda di abitazioni diversa rispetto al passato. Non si tratta soltanto di quante case servano, ma di quali case servano e dove.
In questo scenario, il tema delle case vuote assume una complessità che sfugge alle semplificazioni. L’Italia dispone di milioni di abitazioni non occupate, ma queste non coincidono automaticamente con una risposta ai bisogni abitativi contemporanei. Molte si trovano in aree interne soggette a spopolamento, altre nei territori turistici, altre ancora richiedono interventi di recupero e adeguamento prima di poter essere nuovamente abitate.
La riflessione si è concentrata quindi sulla necessità di costruire politiche per l’abitare capaci di leggere le specificità dei territori e le diverse condizioni sociali. Accanto alla questione dell’accessibilità economica della casa, sempre più rilevante per giovani, studenti, famiglie e lavoratori, emergono infatti i temi della rigenerazione urbana, dell’edilizia sociale, dell’efficienza energetica e del riuso del patrimonio esistente.
Un altro passaggio centrale ha riguardato il rapporto tra abitare e attrattività urbana. La capacità di una città di attrarre e trattenere persone dipende sempre più dall’equilibrio tra opportunità lavorative, qualità della vita e accesso alla casa. Per questo il tema abitativo non può essere considerato separatamente dalle strategie di sviluppo economico, sociale e territoriale.
L’intervento ha offerto così una chiave di lettura per l’intero Festival: parlare di case vuote significa interrogarsi sul futuro delle città e sulla capacità di progettare risposte adeguate alle grandi transizioni del nostro tempo. Una sfida che richiede dati, visione e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, professionisti e comunità.






