Le case vuote come opportunità: il Festival apre il confronto sul futuro dell’abitare

L’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, destinato a diventare un nuovo hub culturale della città, ha ospitato l’apertura del Festival “Chi abiterà le case vuote?”, promosso dalla Fondazione per l’architettura / Torino in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Torino.

L’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, destinato a diventare un nuovo hub culturale della città, ha ospitato l’apertura del Festival “Chi abiterà le case vuote?”, promosso dalla Fondazione per l’architettura / Torino in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Torino. Un luogo simbolico per avviare una riflessione che parte proprio dal significato del vuoto: non assenza o abbandono, ma possibilità di trasformazione, riuso e costruzione di nuove forme dell’abitare.

Nel corso dei saluti istituzionali è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: la questione delle case vuote riguarda oggi non solo il patrimonio edilizio, ma il modo in cui le città stanno cambiando. La Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino, Alessandra Siviero, ha sottolineato come il Festival nasca dall’esigenza di creare un confronto aperto tra progettisti, istituzioni, ricercatori e cittadini, mettendo in dialogo Torino con esperienze europee per interrogarsi sui nuovi bisogni dell’abitare e sulle opportunità offerte dal patrimonio esistente.

La Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Torino, Roberta Ingaramo, ha evidenziato l’importanza di portare questo tema all’attenzione di un pubblico ampio, oltre gli addetti ai lavori. Le case vuote, ha ricordato, rappresentano una risorsa preziosa che può contribuire a rispondere alle fragilità abitative contemporanee, mentre la professione dell’architetto è chiamata sempre più a svolgere un ruolo di mediazione tra competenze, politiche pubbliche e bisogni sociali.

Il Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha inserito la riflessione nel più ampio tema della rigenerazione urbana e della trasformazione demografica. Le città, ha osservato, sono organismi viventi che cambiano nel tempo, e accompagnare il riuso degli spazi dismessi e l’evoluzione dei bisogni abitativi rappresenta una delle principali sfide delle amministrazioni contemporanee. Anche il Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha richiamato il valore della casa come strumento di inclusione e come elemento centrale nella costruzione della città futura.

Gli interventi successivi hanno ampliato ulteriormente lo sguardo. Alessandro Panci, Presidente del CNAPPC, ha ricordato il ruolo dei Festival come occasioni di incontro tra professionisti e cittadinanza; Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di Commercio di Torino, ha parlato della necessità di creare ibridazioni di competenze per costruire una città “ecosistemica”; Matteo Bagnasco, per la Fondazione Compagnia di San Paolo, ha sottolineato il valore culturale e inclusivo del Festival e l’importanza di costruire reti internazionali; Agostino Riitano, Direttore della candidatura Torino Città Europea della Cultura 2033, ha evidenziato come la domanda “chi abiterà le case vuote?” sia anche una domanda profondamente culturale, legata all’identità e al futuro della città.

L’apertura del Festival ha quindi restituito un quadro condiviso: affrontare il tema delle case vuote significa parlare di rigenerazione urbana, politiche abitative, trasformazioni demografiche, inclusione sociale e cultura. Un confronto che ha preso vita attraverso talk, incontri e contributi internazionali, con l’obiettivo di immaginare nuove risposte ai cambiamenti che stanno attraversando Torino e molte altre città europee.