Una call che ha invitato a confrontarsi con i principi di accessibilità, sostenibilità, innovazione e adattabilità, trasformandoli in visioni progettuali concrete.

Future Homes Europe è la call internazionale rivolta a progettiste e progettisti under 35, promossa nell’ambito del Festival di Architettura 2026 – Chi abiterà le case vuote?, che si è tenuto a Torino il 7, 8 e 9 luglio all’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo.

Oggi il modo in cui viviamo sta cambiando rapidamente. Studenti, lavoratori e famiglie si muovono più spesso, restano meno a lungo nello stesso luogo e si confrontano con nuove opportunità ma anche con crescenti difficoltà. Nel frattempo, nelle città europee i costi dell’abitare continuano ad aumentare e l’accesso alla casa diventa sempre più complesso, con una quota significativa della popolazione che destina una parte rilevante del proprio reddito alle spese abitative.

In questo scenario, la questione abitativa non può più essere letta soltanto in termini economici. Le trasformazioni climatiche, la transizione digitale e l’evoluzione dei modelli sociali richiedono un ripensamento più ampio del concetto di abitare. La casa diventa così un’infrastruttura sociale, uno spazio che deve essere accessibile, sostenibile e capace di adattarsi a esigenze in continuo cambiamento.

La call si inserisce nel quadro dell’European Affordable Housing Plan 2025 della Commissione Europea, che promuove un approccio integrato basato sull’incremento dell’offerta abitativa, sul rafforzamento degli investimenti e su riforme orientate a una maggiore equità del sistema.

In questo contesto, la call Future Homes Europe ha invitato i giovani progettisti a confrontarsi con i principi di accessibilità, sostenibilità, innovazione e adattabilità, trasformandoli in visioni progettuali concrete. L’obiettivo non era solo rispondere alla carenza di alloggi, ma ridefinire il significato stesso dell’abitare contemporaneo, inteso come spazio fisico e dispositivo sociale, culturale e ambientale.

La call si è chiusa il 10 giugno 2026 alle ore 12.00.

La call si inserisce nel programma del Festival di Architettura “Chi abiterà le case vuote?”, ideato e curato dalla Fondazione per l’architettura / Torino e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Ente banditore della call: Fondazione per l’architettura / Torino. In collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e con la partecipazione di IREN.


LA GIURIA

A valutare le proposte è stata una giuria interdisciplinare composta da professionisti ed esperti provenienti dal mondo della progettazione, della ricerca, della critica e dell’innovazione:

  • Alessandra Siviero, Architetto libera professionista, Presidente della Fondazione per l’architettura, esperta AI per l’architettura, Consigliere Fondazione Torino Musei, Delegata INARCASSA, Consigliera SIAT;
  • Roberta Ingaramo, architetta, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e professoressa associata di Composizione Architettonica e Urbana presso il Politecnico di Torino;
  • Luca Molinari, architetto, critico e curatore, professore ordinario di Teoria e Progettazione Architettonica presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Consigliere della Fondazione per l’architettura / Torino;
  • Alessandra Paruzzo, architetta e responsabile dell’area Smart Lighting presso IREN Smart Solutions SpA;
  • Emanuele Piccardo, architetto, critico di architettura e fotografo, Vicepresidente della Fondazione per l’architettura / Torino;
  • Manuela Triggianese, Architetto e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura della TU Delft.
Living happens in-between
1° premio ex aequo - Alessia Giannone

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

La proposta presenta un modello innovativo di abitare collettivo, coerente con i principi del New European Bauhaus e del Piano Europeo per gli Alloggi Accessibili. Integra sostenibilità, inclusione sociale e qualità architettonica attraverso spazi condivisi, servizi comuni e soluzioni flessibili. Il riuso delle ex Fonderie Ballada, i sistemi modulari in legno e il modello cooperativo ne rafforzano sostenibilità e replicabilità. Eccellente la qualità della comunicazione progettuale.

La casa del futuro reinterpreta il passato
1° premio ex aequo - Alberto Artuso

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

La proposta si distingue per la capacità di reinterpretare criticamente l’eredità dell’edilizia moderna nel quartiere di Wawrzyszew, a Varsavia, affrontando il tema dell’abitare accessibile attraverso una strategia integrata di densificazione, inclusione e sostenibilità. La qualità del progetto risiede nell’equilibrio tra compattezza e qualità spaziale, valorizzato da spazi condivisi, flessibilità distributiva e mix sociale. Particolarmente efficace l’impiego del ballatoio e dei sistemi costruttivi in legno, che rafforzano sostenibilità, adattabilità e replicabilità del modello.

Forme cooperative
3° premio - Michele Simonetti e Carlo Musso

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA 

Questa proposta sull’isolato Sant’Eligio a Torino rappresenta una soluzione tipologica e morfologica al tema dell’abitare collettivo, prendendo come riferimento la “torre nel parco” dell’edilizia sociale europea. Particolarmente interessante è come la maglia modulare 5×5 m garantisce flessibilità e adattabilità all’interno dell’insediamento urbano in cui costruito e non costruito si definiscono a vicenda. Il progetto si distingue per la soluzione tecnica del sistema dei wet core prefabbricati, che coniuga efficienza costruttiva e riconfigurabilità. Elevata la replicabilità del modello.

Nestopia
Menzione speciale - Andrea Plebani, Francesco Paderno, Laura Piva

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

Menzione speciale per la qualità della rappresentazione, chiara, efficace e capace di comunicare con immediatezza una visione progettuale complessa. Il progetto si distingue per l’innovativa interpretazione del principio “la casa che si adatta all’abitante e non viceversa”, traducendolo in un sistema abitativo flessibile e trasformabile nel tempo. Particolarmente apprezzata la visione del quartiere verticale intergenerazionale, che integra abitare, servizi e comunità in un modello inclusivo, replicabile e orientato al futuro.

Abitario
Menzione speciale - Alessia Diana

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

Menzione speciale per la capacità di ridefinire il tema dell’abitare attraverso un approccio concettuale innovativo, che sostituisce la tipologia con un sistema aperto, flessibile e adattabile, delineato come sistema ibrido Glulam_X-Lam. Il progetto si distingue per la coerenza con i principi europei di accessibilità, inclusione e sostenibilità, per l’elevata qualità della ricerca tipologica e per la chiarezza con cui traduce una visione teorica complessa in un modello replicabile e convincente.