Cultura di Base è il titolo del nuovo progetto promosso all’interno del percorso sperimentale Well Impact della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo? Vivere l’esperienza dello spazio progettato come parte della cura.

Cultura di Base è il nuovo progetto sociale nato per rispondere a un’importate sfida: sperimentare l’apertura di ambulatori di una selezione di medici di medicina generale della ASL Città di Torino in luoghi di cultura nelle 8 Circoscrizioni della città, caratterizzati da una “architettura intensa”, ovvero di riconosciuta qualità per la progettazione degli spazi e nella comunicazione di emozioni. Questi luoghi diventano sale d’attesa e di visita del medico e ospitano i pazienti coinvolgendoli in un’esperienza culturale e architettonica del tutto nuova. La sperimentazione si propone di dimostrare che l’esperienza della visita medica in luoghi di cultura concorre a depotenziare lo stress dell’attesa, aumentando il benessere e il comfort psico-fisico dei pazienti e dei curanti, migliorando la loro relazione.
Si tratta di un progetto inedito che potrebbe diventare sistemico qualora la disponibilità dei luoghi di cultura ad ospitare luoghi di cura diventasse permanente consentendo a un numero consistente di medici di medicina generale di stabilizzare la sede dell’ambulatorio. Ecco in cosa consiste l’iniziativa, dettaglio dopo dettaglio.

Cultura di Base è uno dei quattro progetti pilota del Cultural Wellbeing Lab promosso all’interno di Well Impact, il percorso sperimentale Well Impact intrapreso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo per individuare progetti, luoghi, linguaggi e relazioni culturali di prevenzione e cura, presentato lo scorso martedì durante l’evento online su compagniadisanpaolo.it
Posizionato sull’asse tematico della “cultura per l’umanizzazione dei luoghi di cura”, Cultura di Base è un progetto di Fondazione per l’architettura / Torino con Circolo del DesignARTECOASL Città di Torino e Ordine dei Medici di Torino.

AAA cercasi progettista

Cultura di Base è alla ricerca di un progettista o di una progettista che si occuperà dell’adeguamento degli spazi culturali selezionati che ospiteranno le funzioni di attesa e visita medica. Per candidarti assicurati di aver perfezionato la tua iscrizione all’Albo di un Ordine Architetti e invia una PEC a amministrazione.fondazione@architettitorinopec.it con oggetto “Cultura di Base” entro le 12.00 di mercoledì 21 aprile, allegando curriculum vitae e abstract motivazionale (massimo 2000 battute) in cui evidenziare le tue eventuali esperienze pregresse coerenti con l’oggetto dalla call.

Per tutti i dettagli sulla candidatura scarica l’avviso di selezione.

Il progetto Cultura di Base, punto per punto

  • L’architettura e lo spazio progettato. Cultura di Base intende spostare l’esperienza dell’attesa e della visita ambulatoriale dai luoghi consueti per renderla parte di un percorso educativo-culturale sullo spazio architettonico, come componente di benessere psico-fisico. Ai pazienti e ai medici coinvolti nel progetto si offre l’architettura come esperienza cinestetica e multisensoriale, in grado di generare emozioni e apprendimento profondi e quindi ingrediente del percorso stesso di cura.
    Il progetto si concentra su Torino e in un primo momento censirà luoghi della cultura con le caratteristiche necessarie alla sperimentazione (qualità architettonica, potenziale emozionale, accessibilità, disponibilità di spazi e personale, assenza di barriere architettoniche ecc.), dislocati in zone differenti  del territorio per selezionarne 8, nelle 8 Circoscrizioni della città. Nella mappatura  dei luoghi della cultura rientrano spazi di effettiva produzione e diffusione culturale come musei e teatri, scuole e università, gallerie, luoghi della memoria, biblioteche, nuovi centri culturali.
  • I medici di medicina generale e i loro ambulatori. Il progetto coinvolge i medici di medicina generale di Torino, i quali saranno coinvolti nella sperimentazione attraverso una procedura di evidenza pubblica. Il luogo in cui il medico di medicina generale opera è, di norma, l’ambulatorio, il primo spazio di cura che si incontra in un percorso di malattia e salute, il primo punto di contatto tra paziente e Sistema Sanitario Nazionale. Le caratteristiche dell’ambulatorio non sono né residenzialità, né degenza e al suo interno si affrontano tutte le patologie possibili, da quelle acute a quelle croniche, passando dalla prevenzione, sia primaria che secondaria. Si tratta di uno spazio caratterizzato da attesa, contatto, relazione. Nonostante questo, gli ambulatori dei medici di medicina generale sono poco considerati nelle esperienze di umanizzazione dei luoghi di cura, sono luoghi spesso non progettati, ma adattati alle esigenze del medico a partire da funzioni abitative.
  • Il ruolo dell’experience designer. L’esperienza dell’architettura viene “aumentata” grazie al contributo di progetto di un user experience designer, coinvolto per mettere a punto un format esperienziale per pazienti e medici, a partire da bisogni reali e aspettative all’interno di modelli di riferimento comportamentali, interpretativi ed emotivi già esistenti nel vissuto del paziente e del medico.
    Dall’analisi delle aspettative, dei rituali comportamentali della visita e del possibile discomfort legato alla delocalizzazione, deriva la progettazione dell’esperienza. Medici e pazienti saranno guidati e accompagnati nell’esperienza da un mix di soluzioni e supporti di comunicazione, di interpretazione di flussi e spazi e di soluzioni allestitive.
  • L’impatto. La sperimentazione durerà circa 6 mesi (da settembre 2021 a marzo 2022), per poi passare alla fase di valutazione dell’impatto.
    Oltre a una valutazione controfattuale, che intende stimare gli effetti sui pazienti dell’esposizione ai nuovi ambulatori, la localizzazione delle funzioni ambulatoriali in luoghi “altri” innesca modalità relazionali inedite tra curanti e curati. Attraverso il confronto diretto con i medici e i pazienti  coinvolti  (ed un campione di quelli non coinvolti), si valuterà l’impatto dell’esperienza (nel suo insieme e rispetto alle singole iniziative messe in opera) sulla relazione medico-paziente, sull’alleanza di lavoro, sul benessere lavorativo e sulla realizzazione degli obiettivi di salute.