Festival Architettura 2026 | Torino, 7–9 luglio 2026

Dopo le esperienze di Festival Architettura in Città (2011-2017) e Bottom Up! (2019-2022) la Fondazione per l’architettura / Torino e l’Ordine degli Architetti di Torino tornano a promuovere il Festival di Architettura in una veste aggiornata, dedicata al tema della casa e dell’abitare contemporaneo.

La scelta del tema mira ad avviare una riflessione pubblica su una questione oggi al centro di un dibattito sempre più urgente: le politiche abitative, il riuso adattivo del patrimonio edilizio, la trasformazione delle città e il ruolo del progetto di architettura nel dare forma a nuovi modi di abitare. La casa si configura infatti come una delle principali sfide sociali, economiche, ambientali e culturali del nostro tempo.

Le trasformazioni demografiche, tecnologiche e ambientali stanno incidendo in modo sempre più profondo sulle condizioni dell’abitare, generando nuove domande, nuovi bisogni e nuove fragilità. L’invecchiamento della popolazione, la diffusione di nuclei familiari più piccoli e mobili, l’innovazione nei processi costruttivi e la crisi climatica richiedono oggi un ripensamento complessivo del patrimonio abitativo esistente e dei modelli con cui immaginiamo, progettiamo e trasformiamo la casa.

A livello europeo, il tema è riconosciuto come prioritario. Le raccomandazioni dell’EU Housing Advisory Board e il Piano Europeo per l’abitare accessibile evidenziano la necessità di considerare la casa come una infrastruttura sociale fondamentale, promuovendo politiche integrate capaci di tenere insieme accessibilità, qualità e sostenibilità.

Il Festival si propone come piattaforma di confronto e produzione culturale, con l’obiettivo di attivare un dialogo tra progettisti, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori culturali, imprese e cittadini. L’intento è costruire uno spazio di discussione capace di mettere in relazione competenze, esperienze e visioni diverse, favorendo riflessione e conoscenza sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo.

Dal 7 al 9 luglio, attraverso un programma di incontri, talk, installazioni, laboratori e proiezioni, il Festival affronterà il tema della casa come campo di progetto e come osservatorio dei cambiamenti in corso.

Il festiva si terrà presso l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, edificio ottocentesco situato all’interno della piazza che ospita il più grande mercato all’aperto d’Europa. Utilizzato per la vendita del pesce fino a pochi anni fa e successivamente lasciato vuoto, l’edificio è attualmente oggetto di una trasformazione che lo convertirà in un polo culturale. Il festival sarà la prima iniziativa pubblica a riaprire questo luogo alla città ed è stato concesso dall’amministrazione cittadina in un’ottica di rigenerazione urbana.

L’iniziativa del 2026 rappresenta un punto di partenza: l’avvio di un percorso pluriennale che proseguirà nel 2027 con una seconda edizione e con una restituzione dei risultati emersi. Il Festival intende infatti configurarsi non come un evento isolato, ma come un processo di confronto capace di accompagnare nel tempo il dibattito sull’abitare e sulle trasformazioni della città.

Il Festival si inserisce inoltre nel più ampio percorso di Torino verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.

Il titolo

Chi abiterà le case vuote? si ispira al titolo di una raccolta di scritti di Ettore Sottsass (Di chi sono le case vuote?), e in particolare a una sua riflessione che mette in discussione un luogo comune ancora diffuso: che il vuoto sia una condizione della povertà.

Al contrario, come osserva Sottsass, il vuoto appartiene più spesso a una condizione diversa, ambigua, difficile da definire.

Gli spazi vuoti non sono semplicemente spazi in attesa: sono il segno di squilibri, di trasformazioni sociali, di disallineamenti tra bisogni e risorse.

Sono una domanda aperta sulla città contemporanea.

Perchè parlare di casa oggi?

La scelta del tema della casa nasce dalla volontà di avviare una riflessione pubblica sull’abitare.

Negli ultimi anni, la casa è tornata al centro del dibattito europeo come una delle principali sfide contemporanee: sociale, economica, ambientale e urbana.

Le trasformazioni demografiche, tecnologiche e climatiche stanno modificando profondamente le condizioni dell’abitare e chiedono nuovi strumenti di lettura, progetto e intervento.

Il tavolo tecnico-scientifico

Il Festival di Architettura Torino è il frutto dell’impegno e delle competenze di un tavolo tecnico-scientifico multidisciplinare, composto da figure con profili diversi e complementari.

Alessandra Siviero – Architetta, Presidente della Fondazione per l’architettura, esperta AI per l’architettura, Consigliere Fondazione Torino Musei, Delegata INARCASSA – Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti.

Roberta Ingaramo – Architetta PhD, Professore associato in composizione architettonica e urbana, DAD – Politecnico di Torino, Presidente dell’Ordine degli Architetti Torino.

Luca Molinari – Critico e curatore di architettura, professore di Teoria e Progettazione architettonica, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliere della Fondazione per l’architettura / Torino.

Emanuele Piccardo – Architetto e critico di architettura, Vicepresidente della Fondazione per l’architettura / Torino.

Francesca Canfora – Architetta libero professionista e curatrice indipendente, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino.

Giorgia Barbano – Architetta, amministratore delegato e direttore tecnico di IPE Consulting srl, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino.