Lunedì 8 giugno, presso la Sala Carpanini di Palazzo Civico, è stato presentato il Festival di Architettura della Fondazione per l’architettura / Torino e dell’Ordine degli Architetti di Torino “Chi abiterà le case vuote?”.
Lunedì 8 giugno, alla Sala Carpanini di Palazzo Civico, è stato presentato il Festival di Architettura della Fondazione per l’architettura / Torino e dell’Ordine degli Architetti di Torino “Chi abiterà le case vuote?”, alla presenza di Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino, Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino, Michela Favaro, Vicesindaca della Città di Torino, Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio della Regione Piemonte, e Raffaella Lecchi, Direttrice della Fondazione per l’architettura / Torino.
La casa è una delle grandi sfide del nostro tempo: ripensare l’abitare significa trasformare le città, valorizzare ciò che esiste e progettare nuovi modi di vivere insieme. Da questa consapevolezza nasce il tema del Festival, ispirato al celebre interrogativo di Ettore Sottsass, e sviluppato dalla Fondazione come occasione per riflettere sulle profonde trasformazioni che stanno interessando la domanda abitativa contemporanea.
Nel suo intervento, Alessandra Siviero ha illustrato la visione che ha guidato la costruzione del Festival, sottolineandone il ruolo come spazio di confronto aperto sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo: “Dopo le esperienze di Festival Architettura in Città e Bottom Up!, che negli anni hanno contribuito a portare il dibattito sull’architettura e sulla trasformazione urbana fuori dai luoghi specialistici e dentro la città, abbiamo scelto di rilanciare il Festival Architettura in una veste rinnovata, dedicata a una delle questioni più rilevanti del nostro tempo: il futuro dell’abitare. “Chi abiterà le case vuote?” è la domanda da cui siamo partiti, una riflessione che oggi attraversa l’Europa e intreccia aspetti sociali, economici, ambientali e culturali. Il Festival vuole essere una piattaforma aperta e partecipata in cui professionisti, istituzioni, università, giovani, cittadini e stakeholder del territorio possano confrontarsi su queste sfide. La scelta dell’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo non è casuale: un luogo simbolo della trasformazione urbana di Torino che diventa il contesto ideale per riflettere sul riuso e sulle nuove forme dell’abitare. Desidero ringraziare la Città di Torino per aver reso possibile la riapertura e la restituzione temporanea alla collettività di uno spazio così significativo per la storia e l’identità urbana della città. Guardare al futuro significa anche dare voce alle nuove generazioni: per questo il Festival ospita Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a giovani architette e architetti under 35 chiamati a immaginare nuove risposte alle sfide dell’abitare contemporaneo”.
Roberta Ingaramo ha evidenziato il ruolo dell’architettura e della progettazione nell’affrontare le grandi trasformazioni urbane contemporanee: “Le trasformazioni che interessano le nostre città richiedono una rinnovata attenzione alla qualità del progetto e al valore pubblico dell’architettura. Temi come l’accesso alla casa, la rigenerazione del patrimonio esistente, la sostenibilità delle operazioni di trasformazione e l’inclusione sociale non possono essere affrontati senza una progettualità capace di mettere in relazione esigenze diverse e di costruire risposte concrete ai bisogni delle comunità. La rigenerazione urbana rappresenta oggi una delle principali sfide per la professione, come dimostra la bozza del relativo decreto legge e richiede competenze in grado di governare processi complessi, valorizzando la legacy delle nostre città e accompagnando l’evoluzione dei diversi territori. Come Ordine degli Architetti crediamo che la cultura del progetto debba tornare ad avere un ruolo centrale nelle scelte che riguardano le città, contribuendo a costruire spazi più accessibili, con impatti misurabili e concreti, capaci di migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei fruitori. Il Festival Architettura rappresenta un’importante occasione di confronto su questi temi attraverso la valorizzazione e la messa a sistema dei molteplici contributi che gli architetti possono offrire, anche con specifiche competenze a servizio dell’interesse collettivo”.
La Vicesindaca Michela Favaro ha ricordato come il tema della casa sia oggi una delle principali sfide delle politiche urbane, perché si intreccia con le trasformazioni economiche, sociali e demografiche della città. Ha inoltre sottolineato il valore simbolico della scelta del Mercato Ittico come sede del Festival: parlare di case vuote in un luogo oggi inutilizzato ma destinato a tornare protagonista della vita cittadina rappresenta un messaggio significativo sul futuro degli spazi urbani.
Anche Andrea Tronzano ha evidenziato l’importanza di promuovere momenti di riflessione e confronto su un tema strategico come l’abitare, riconosciuto come prioritario anche dalle politiche europee e nazionali in materia di housing sociale. Le riflessioni e le proposte che emergeranno dal Festival potranno costituire un contributo utile anche per l’elaborazione delle future politiche pubbliche.
A chiudere la presentazione è stata Raffaella Lecchi, che ha ricordato come il Festival rappresenti l’avvio di un percorso destinato a proseguire nel tempo: non l’esaurimento di un tema in pochi giorni, ma l’inizio di una riflessione aperta e condivisa sulle trasformazioni dell’abitare e sul ruolo dell’architettura nel costruire risposte alle sfide contemporanee.







