Sopralluoghi d’autore alla Cavallerizza Reale, tra progetto e trasformazione

Entrare in cantiere per osservare da vicino le scelte progettuali, comprendere le complessità di un intervento e confrontarsi con chi ne accompagna la realizzazione. È stato questo il filo conduttore del primo appuntamento di L’architettura in cantiere | Sopralluoghi d’autore, il ciclo promosso dalla Fondazione per l’architettura, che ieri mercoledì 28 ottobre ha portato la comunità professionale alla Cavallerizza Reale.

Entrare in cantiere per osservare da vicino le scelte progettuali, comprendere le complessità di un intervento e confrontarsi con chi ne accompagna la realizzazione. È stato questo il filo conduttore del primo appuntamento di L’architettura in cantiere | Sopralluoghi d’autore, il ciclo promosso dalla Fondazione per l’architettura, che mercoledì 28 ottobre ha portato la comunità professionale alla Cavallerizza Reale di Torino.

Al centro della visita, il progetto di riqualificazione firmato da Cino Zucchi Architetti e Politecnica – Building for Humans, un intervento che si confronta con un complesso articolato, cresciuto attraverso fasi successive e caratterizzato da una relazione particolare con il tessuto urbano circostante.

Per Alessandra Siviero, presidente della Fondazione per l’architettura, il sopralluogo ha rappresentato anche un’occasione per sottolineare il valore formativo dell’esperienza diretta del cantiere, in particolare per le giovani generazioni. Entrare nei luoghi in cui un progetto viene realizzato permette infatti di andare oltre la rappresentazione del disegno, toccare con mano la complessità del processo costruttivo e confrontarsi con le scelte che accompagnano il passaggio dall’idea alla sua realizzazione.

Nel corso del momento di approfondimento comune ai due gruppi di visita, Cino Zucchi ha raccontato la complessità del progetto e le sfide che derivano dall’intervenire su un patrimonio stratificato. Tra gli elementi che caratterizzano il complesso c’è anche il dislivello tra la Cavallerizza e via Rossini, che si trova circa tre metri più in basso: una condizione da interpretare progettualmente, insieme alle potenzialità degli spazi aperti e delle aree verdi.

La riqualificazione nasce anche dalla volontà di valorizzare una parte alta dei giardini, descritta da Zucchi come un polmone verde finora poco utilizzato. Il progetto raccoglie così istanze di innovazione e nuove possibilità di fruizione, confrontandosi con la storia del luogo e con il suo ruolo nel centro cittadino.

La dimensione pubblica del progetto è stata al centro dell’intervento di Luisa Ingaramo, responsabile della Direzione Patrimonio Immobiliare di PR.I.S.MA S.c.r.l. La scelta si inserisce nella volontà di preservare il complesso della Cavallerizza attraverso una visione unitaria, coerente con il suo valore storico e con la sua posizione nel centro di Torino.

Tra gli obiettivi della trasformazione c’è la valorizzazione degli spazi aperti e la loro integrazione nella vita urbana, attraverso una maggiore permeabilità e nuove possibilità di attraversamento e fruizione. Il progetto mira così a ricucire le diverse parti del complesso e a rafforzare il rapporto tra la Cavallerizza e la città, restituendo centralità alla dimensione collettiva del luogo.

È proprio da questa possibilità di osservazione e confronto che prende forma Sopralluoghi d’autore: un ciclo che mette al centro il progetto e le persone che lo hanno concepito e che ne seguono la trasformazione, offrendo alla comunità professionale l’opportunità di leggere l’architettura nel momento in cui incontra la materia e si confronta con il costruito.

La visita al cantiere della Cavallerizza è stata una collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo.