Fondazione e Ordine: progetti, relazioni e nuove prospettive

Il 21 ottobre si è svolto il Consiglio congiunto tra la Fondazione per l’architettura e l’Ordine degli Architetti di Torino, un momento di confronto dedicato alla condivisione dei risultati delle attività realizzate e alle prospettive di sviluppo per il 2027. L’incontro ha permesso di fare il punto sui progetti in corso e sulle nuove opportunità, confermando il valore della collaborazione tra i due enti.

Il 21 ottobre si è svolto il Consiglio congiunto tra la Fondazione per l’architettura e l’Ordine degli Architetti di Torino, un momento di confronto dedicato alla condivisione dei risultati delle attività realizzate e alle prospettive di sviluppo per il 2027. L’incontro ha permesso di fare il punto sui progetti in corso e sulle nuove opportunità, confermando il valore della collaborazione tra i due enti.

Tra i temi al centro del confronto, il Festival Chi abiterà le case vuote?, che ha avviato un percorso pluriennale dedicato al futuro dell’abitare, aprendo nuove possibilità di collaborazione anche a livello internazionale, e le iniziative sull’intelligenza artificiale, individuata dall’Ordine come ambito prioritario di approfondimento. Spazio anche alla formazione sulle competenze emergenti e sull’adattamento climatico, ai concorsi di progettazione e ai progetti rivolti alle nuove generazioni, tra cui SOU Torino e Future Homes Europe.

Il confronto ha restituito l’immagine di una Fondazione sempre più attiva nel sistema culturale e istituzionale, capace di sviluppare alleanze, consolidare collaborazioni e attrarre risorse attraverso sponsorizzazioni, protocolli d’intesa e finanziamenti europei. In questa prospettiva, tra gli obiettivi per il futuro figurano il consolidamento dei percorsi avviati, il maggiore coinvolgimento dei giovani professionisti e la creazione di nuove opportunità formative e professionali.

Il Consiglio congiunto ha inoltre ribadito l’importanza di una collaborazione strategica tra Ordine e Fondazione, nel rispetto delle rispettive identità e competenze, attraverso la condivisione degli obiettivi e il coordinamento delle attività. Un lavoro comune che richiede attenzione anche alla sostenibilità organizzativa e alla qualità del lavoro, per continuare a sviluppare progetti capaci di generare valore per la professione e per il territorio.