Da Venezia a Torino: architettura e cinema si incontrano con Filmopolis

Dalla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia alla prima lezione del nuovo corso Filmopolis. Architetti e i mestieri del cinema, al via a Torino il 23 settembre: un percorso per esplorare le nuove possibilità della professione e il rapporto sempre più stretto tra architettura, cinema e linguaggi audiovisivi.

Il cinema torna a interrogare l’architettura e, insieme, il ruolo dell’architetto. È successo anche alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove alcuni dei film presentati hanno messo al centro, in forme diverse, la figura dell’architetto, gli spazi costruiti e il rapporto tra luoghi, società e immaginario.

Tra questi Bunker di Florian Zeller, presentato in concorso, racconta la storia di un architetto chiamato a progettare un bunker per un miliardario della tecnologia: uno spazio estremo che diventa anche il luogo attraverso cui il film interroga le paure e le inquietudini del presente.

E ancora From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, il documentario di Wim Wenders presentato fuori concorso, che attraversa l’opera e la filosofia dell’architetto svizzero Peter Zumthor mettendo al centro il rapporto tra le persone e gli spazi che abitano, attraversano e vivono.

Sono esempi diversi, ma accomunati dalla capacità di mostrare come l’architettura non sia soltanto lo sfondo di una storia: può diventare materia narrativa, strumento di interpretazione della realtà, protagonista e persino professione da raccontare.

È proprio da questo terreno comune che nasce Filmopolis. Architetti e i mestieri del cinema, il nuovo percorso formativo promosso dalla Fondazione per l’architettura / Torino e realizzato in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte. Il corso, curato da Giorgio Scianca, architetto, giornalista e consigliere di Film Commission Torino Piemonte, prende il via mercoledì 23 settembre con una prima lezione dedicata alle professioni dell’architetto nel cinema. Il programma proseguirà fino al 28 ottobre con sei appuntamenti dedicati ai mestieri del cinema, alla rappresentazione dello spazio, alla città e al patrimonio audiovisivo.

La presentazione di Filmopolis è stata al centro dell’incontro che si è svolto sabato 12 settembre a Venezia, presso lo Spazio Regione del Veneto e Veneto Film Commission all’Hotel Excelsior del Lido, nell’ambito della Mostra. L’incontro, organizzato su invito di Dedalo Minosse Cinema, Regione del Veneto e Veneto Film Commission, ha rappresentato un’occasione per mettere in dialogo realtà e istituzioni che operano tra architettura, cinema e formazione.

A presentare il corso è stata Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino, insieme a Giorgio Scianca, curatore di Filmopolis. Sono intervenuti anche JJ Chessa, Direttore di Veneto Film Commission e Presidente di Italian Film Commissions, e Paolo Manera, Direttore di Film Commission Torino Piemonte.

«Le professioni stanno cambiando e con loro cambiano anche i confini dei mestieri. Anche in una fase complessa per il settore, la figura dell’architetto continua a evolvere e a trovare nuovi ambiti di applicazione, entrando in relazione con competenze, linguaggi e filiere che fino a qualche tempo fa potevano sembrare lontani. Per la Fondazione questo significa anche interrogarsi su quali siano oggi le possibilità della professione e accompagnare architette e architetti nell’esplorazione di questi nuovi scenari. Abbiamo scelto di partire dal cinema perché il rapporto tra queste due discipline è antico e profondo, ma ancora ricco di possibilità da sviluppare. Filmopolis è il primo corso di questo tipo a livello nazionale e nasce con l’obiettivo di trasformare questa relazione in un’occasione concreta di formazione e di apertura della professione. La presentazione a Venezia assume inoltre un significato particolare: per la prima volta gli architetti hanno avuto l’opportunità di parlare all’interno della Mostra del Cinema, portando questo dialogo direttamente in uno dei luoghi più importanti per la cultura cinematografica internazionale. Filmopolis vuole essere uno spazio per conoscere queste connessioni, incontrare professionalità diverse e guardare alla contaminazione tra saperi come a un’opportunità concreta di crescita e di apertura della professione».

Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione

Il legame tra architettura e cinema, del resto, non riguarda soltanto la presenza dell’architetto sullo schermo o la rappresentazione degli edifici. Riguarda il modo stesso in cui spazio, luce, materia, città e paesaggio vengono costruiti, osservati e raccontati. Il cinema può diventare uno strumento per leggere l’architettura, mentre l’architettura offre al cinema luoghi, atmosfere, geometrie e immaginari.

Come spiega Giorgio Scianca, curatore del corso:

«Mercoledì 23 settembre inizia il corso “Filmopolis. Architetti e i mestieri del cinema”: organizzato e voluto dalla Fondazione per l’Architettura di Torino e da Film Commission Torino Piemonte, ha lo scopo di avvicinare le professioni del cinema e dell’architettura. Collaborazioni e sovrapposizioni note ma difficili da sviluppare senza interlocutori capaci di parlare lo stesso linguaggio. Questo era il primo ostacolo nella costruzione del corso. Ma l’ostacolo è stato ampiamente superato, come ha dimostrato la partecipazione delle principali istituzioni alla presentazione che si è svolta sabato 12 settembre, alla Mostra del Cinema di Venezia. Su invito di Dedalo Minosse Cinema, Regione del Veneto e Veneto Film Commission, ci si è confrontati sulla necessità di iniziative formative. La Biennale di Venezia rappresenta il ponte ideale tra le due discipline. Architettura ai Giardini e all’Arsenale e il Cinema al Lido. Ogni due anni una sovrapposizione sempre più prolifica. In questa edizione l’architettura (Wim Wenders – From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor), gli architetti (Florian Zeller – Bunker), i territori e le città (Amos Gitai – The road to Jericho; Alessandra Lancellotti – Uno si Distrae al Bivio; Yuval Abraham, Rachel Szor – Naza) sono stati protagonisti di storie che vale la pena analizzare insieme per continuare ad essere sismografi. I progetti e gli spazi costruiti non sono semplici oggetti statici, ma strumenti sensibilissimi capaci di registrare e rivelare le tensioni, le crisi e i mutamenti invisibili della società. Il cinema li legge, li mostra, li racconta, li immagina, li stravolge. L’architettura e il cinema anticipano, visualizzano e materializzano le scosse politiche, economiche, tecnologiche e culturali del nostro tempo. Filmopolis, il primo corso di formazione per architetti, un “pilot”, un “episodio pilota” di una serie, con una sceneggiatura che si dipana tra città e territori senza confini, come un Odisseo che cerca di tornare là dove è partito, per ricominciare».

Con Filmopolis, la Fondazione per l’architettura / Torino sceglie così di guardare alla formazione non soltanto come aggiornamento delle competenze, ma come strumento per intercettare trasformazioni e possibilità emergenti. Il corso nasce infatti per avvicinare gli architetti alla filiera cinematografica e audiovisiva, esplorando ambiti professionali affini alla pratica architettonica e, allo stesso tempo, il modo in cui il cinema racconta e interpreta la figura dell’architetto.

Se Venezia ha mostrato ancora una volta quanto architettura e cinema possano incontrarsi sul terreno delle storie, degli spazi e delle trasformazioni contemporanee, a Torino Filmopolis prova ora a trasformare quell’incontro in un’occasione di formazione, confronto e ricerca.