Dopo mesi di lavoro intenso, di riunioni, idee, confronti, problemi da risolvere e decisioni da prendere, il Festival di Architettura è pronto ad aprire le sue porte.
Ci siamo.
Dopo mesi di lavoro intenso, di riunioni, idee, confronti, problemi da risolvere e decisioni da prendere, il Festival di Architettura è pronto ad aprire le sue porte. Per la Fondazione questo non è stato semplicemente un evento da organizzare. È stato un progetto costruito giorno dopo giorno, grazie all’impegno condiviso del Consiglio della Fondazione e dell’Ordine, dello staff, del Comitato Tecnico Scientifico, dei partner e di tutte le persone che hanno creduto nel valore di questa iniziativa.
La nuova governance della Fondazione ha raccolto una sfida ambiziosa e coraggiosa: realizzare, in tempi molto contenuti, un Festival capace di parlare alla città, ai professionisti e alle nuove generazioni. Una sfida resa ancora più complessa dalla scelta di un luogo straordinario come l’Ex Mercato Ittico, uno spazio concesso dalla Città di Torino che, proprio per la sua storia e le sue caratteristiche, ha richiesto un grande lavoro di progettazione, adattamento e organizzazione.
Oggi quel lavoro prende finalmente forma.
«Quando ci siamo insediati ci siamo fatti una promessa: costruire un Festival capace di lasciare un segno. Non era una promessa facile da mantenere, soprattutto nei tempi che avevamo a disposizione e in un luogo affascinante quanto complesso come l’Ex Mercato Ittico. Oggi vedere questo progetto diventare realtà è per me motivo di grande orgoglio. Non solo perché rappresenta il raggiungimento di un traguardo, ma anche perché apre uno spazio nuovo di confronto che appartiene alla città e a tutte le persone che la vivono», dichiara Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino.
Un ringraziamento speciale va agli sponsor e a tutte le realtà che hanno scelto di sostenere il Festival. Il loro contributo non rappresenta soltanto un sostegno concreto all’iniziativa, ma anche un’importante testimonianza di fiducia in un progetto che mette al centro il valore dell’architettura, della cultura e del confronto pubblico.
Il titolo del Festival, “Chi abiterà le case vuote?”, non è soltanto una domanda sull’architettura. È una domanda sul nostro futuro. Sul modo in cui vivremo le città, costruiremo comunità e sapremo rispondere ai cambiamenti sociali, economici e ambientali che stiamo attraversando.
L’abitare riguarda tutti e tutte. Non riguarda soltanto gli architetti.
Per questo il Festival è stato immaginato come una piattaforma aperta di confronto, capace di mettere insieme competenze diverse, punti di vista differenti ed esperienze che possano dialogare tra loro. Sarà un’occasione di approfondimento professionale, ma anche un luogo di scoperta, di arte, di cultura e di momenti da vivere insieme.
In questi giorni Torino guarda anche al futuro con la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Il Festival vuole contribuire a questa visione, valorizzando il ruolo dell’architettura e della cultura come strumenti di crescita, partecipazione e innovazione.
La partecipazione è libera, ma i posti sono limitati. È quindi necessario iscriversi attraverso le modalità indicate sul sito della Fondazione. Per le architette e gli architetti che desiderano ottenere i Crediti Formativi Professionali, l’iscrizione è obbligatoria.
Durante tutta la settimana del Festival sarà inviata inoltre una newsletter quotidiana con il programma della giornata, gli aggiornamenti e tutti gli appuntamenti da non perdere. L’invito è anche quello di seguire i canali social della Fondazione per vivere il Festival giorno dopo giorno.
Ci vediamo al Festival.
Buon Festival a tutte e a tutti.
