Un tavolo multidisciplinare e cinque format per interrogare il futuro dell’abitare

Il Festival di Architettura nasce da un percorso di confronto che ha coinvolto un tavolo tecnico-scientifico multidisciplinare, costituito per sviluppare una riflessione ampia e articolata sul tema dell’abitare contemporaneo. Inoltre, il Festival si articolerà attraverso diversi format, pensati per coinvolgere pubblici differenti.

Il Festival di Architettura “Chi abiterà le case vuote?” nasce da un percorso di confronto che ha coinvolto un tavolo tecnico-scientifico multidisciplinare, costituito per sviluppare una riflessione ampia e articolata sul tema dell’abitare contemporaneo. Fanno parte del tavolo figure provenienti dal mondo della professione, della ricerca, della critica e della cultura del progetto:

  • Alessandra Siviero – Architetto libera professionista, Presidente Fondazione per l’architettura. Esperta AI applicata all’architettura, Consigliera Fondazione Torino Musei, Delegata INARCASSA, Consigliera SIAT.
  • Roberta Ingaramo – Architetta PhD, Professore associato in composizione architettonica e urbana, DAD – Politecnico di Torino, Presidente dell’Ordine degli Architetti Torino.
  • Luca Molinari – Critico e curatore di architettura, professore di Teoria e Progettazione architettonica, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliere della Fondazione per l’architettura / Torino.
  • Emanuele Piccardo – Architetto e critico di architettura, Vicepresidente della Fondazione per l’architettura / Torino.
  • Francesca Canfora – Architetta libero professionista e curatrice indipendente, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino.
  • Giorgia Barbano – Architetta, amministratore delegato e direttore tecnico di IPE Consulting srl, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino.

La pluralità di competenze che caratterizza il gruppo di lavoro riflette la volontà di aprire spazi di confronto e ricerca sul futuro dell’abitare attraverso prospettive differenti e complementari.

Inoltre, il Festival si articolerà attraverso diversi format, pensati per coinvolgere pubblici differenti e favorire il dialogo tra professionisti, istituzioni, studiosi, cittadini e nuove generazioni.

Al centro del programma vi saranno gli incontri dedicati all’approfondimento dei temi che oggi stanno trasformando il progetto dell’abitare: il rapporto tra architettura, intelligenza artificiale e innovazione tecnologica e digitale, gli strumenti per interpretare scenari complessi e le esperienze più significative sviluppate nelle città europee. Attraverso casi studio, modelli e sperimentazioni contemporanee, gli incontri offriranno occasioni di confronto sulle sfide che attendono le città nei prossimi anni.

Ogni giornata si concluderà con un keynote talk affidato a studi professionali di rilievo internazionale. Ai protagonisti sarà chiesto di confrontarsi con la domanda guida del Festival, “Chi abiterà le case vuote?”, raccontando il proprio approccio progettuale, la pratica professionale e alcuni dei progetti più innovativi sviluppati nel campo dell’abitare.

L’Ex Mercato Ittico ospiterà inoltre un percorso espositivo composto da installazioni che accompagneranno i visitatori per tutta la durata della manifestazione. Accanto ai progetti vincitori del contest internazionale Future Homes Europe, saranno presentati approfondimenti dedicati alla residenza pubblica e privata in Italia e a Torino, un focus sull’esperienza dei fotoromanzi sociali del Gruppo Strum, l’installazione artistica performativa sulla fragilità della bellezza di Raffaele Salvoldi e un confronto internazionale sulle diverse interpretazioni contemporanee del tema della casa.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai più giovani grazie ai laboratori di SOU, la scuola di architettura per bambine e bambini dai 7 ai 12 anni. Attraverso attività dedicate, il Festival offrirà anche alle nuove generazioni l’opportunità di avvicinarsi ai temi dell’architettura e della trasformazione dello spazio in cui viviamo.

Ad arricchire il programma sarà infine una rassegna cinematografica dedicata alla casa come luogo dell’abitare, spazio di relazioni e osservatorio privilegiato delle trasformazioni sociali. Le proiezioni, ospitate presso il Bistrot culturale Il Ramo d’Oro, proporranno uno sguardo complementare ai temi affrontati dal Festival, attraverso il linguaggio del cinema e del racconto visivo.