Il Festival di Architettura 2026 all’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo

Dal 7 al 9 luglio 2026 Torino ospiterà una nuova edizione del Festival di Architettura, promosso dalla Fondazione e dall’Ordine. Emblematica la scelta del luogo: l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo che oggi si trova al centro di un processo di trasformazione profonda.

Dal 7 al 9 luglio 2026 Torino ospiterà una nuova edizione del Festival di Architettura, promosso dalla Fondazione per l’architettura / Torino e dall’Ordine degli Architetti PPC di Torino. Il titolo scelto – “Chi abiterà le case vuote?” – apre una riflessione urgente sul futuro dell’abitare contemporaneo, tra trasformazioni urbane, riuso e nuove forme di convivenza.

Emblematica la scelta del luogo: l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo che oggi si trova al centro di un processo di trasformazione profonda.

Situato nel più grande mercato all’aperto d’Europa, l’Ex Mercato Ittico rappresenta una delle infrastrutture storiche della Torino produttiva e commerciale del Novecento. Per decenni è stato uno spazio dedicato alla distribuzione alimentare, parte integrante del sistema dei mercati coperti di Porta Palazzo. Con la chiusura definitiva nel 2021, questo edificio ha perso la sua funzione originaria, entrando in una fase di sospensione e attesa.

Oggi, proprio questa condizione lo rende un luogo strategico per interrogarsi sul destino degli spazi urbani: non più solo contenitore, ma occasione di riattivazione e di costruzione di nuovi significati. La sua riconversione verso usi culturali ed eventi segna un passaggio importante, trasformandolo in un laboratorio aperto sulla città che cambia.

In questo contesto, il Festival di Architettura sceglie di abitare temporaneamente questo spazio, trasformandolo in una piattaforma di confronto tra progettisti, istituzioni, imprese e cittadini. Tre giorni di incontri, visioni e dialoghi che mettono al centro il tema dell’abitare e il ruolo dell’architettura nel costruire scenari futuri.

Come sottolinea la Presidente della Fondazione, Alessandra Siviero:

«Portare il Festival all’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo significa scegliere consapevolmente un luogo in transizione, carico di memoria ma anche di possibilità. È proprio qui, dove una funzione si è conclusa e una nuova deve ancora definirsi, che l’architettura può tornare a essere strumento di immaginazione collettiva, capace di attivare processi e generare visioni per il futuro della città