Barcellona si sta preparando ad ospitare il Congresso Mondiale UIA, l’Unione Internazionale degli Architetti, che si terrà dal 28 giugno al 2 luglio nella capitale catalana. Becoming. Architetture per un pianeta in transizione è il tema scelto. «Becoming si riferisce a un processo di cambiamento, alla “divenienza” favorita dall’appropriazione e trasformazione dei nostri ambienti abitati – sia umani che non umani, individuali e collettivi – esplorando il potenziale del tempo come strumento progettuale».
La scorsa settimana il principale giornale della città, La Vanguardia, nel suo supplemento Culturas, ha pubblicato, a firma di Philipp Engel, un articolo dal titolo “Cine y arquitectura, en prospectiva”. Vale la pena di riportare la conclusione del pezzo senza commenti.
«È impossibile essere esaustivi. Ma per concludere, citeremo un altro maestro, l’italiano Dario Argento, e il suo capolavoro, Profondo rosso (1975), che, come La Notte, risente anch’esso dell’influenza di Giorgio de Chirico soprattutto nelle scene ambientate in Piazza C.L.N. a Torino, imponente esempio di razionalismo fascista dominata da due grandi statue-fontana che simboleggiano il Po e la Dora Riparia, i due fiumi della città. È lì che avviene il primo omicidio, ma soprattutto la conversazione, nella notte deserta, tra David Hemmings e Gabriele Lavia, strategicamente posizionati ai lati dell’enorme statua del Po. Per rendere il tutto ancora più interessante, ricordando che il cinema è finzione, e quindi una versione amplificata della vita, Argento ha aggiunto il Blue Bar alle forme simmetriche della piazza. Ispirato a “I falchi della notte” (1942) di Edward Hopper, fu costruito appositamente per il film, con un sorprendente mix di pietra autentica e decorazioni fantasmagoriche. La perfetta simbiosi tra cinema e architettura.»
Naturalmente in castigliano e in catalano.