Smiljan Radić Clarke è il vincitore del Pritzker Architecture Prize 2026, il più prestigioso riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura. Architetto cileno nato a Santiago nel 1965, Radić viene premiato per una ricerca progettuale poetica e radicale.
Smiljan Radić Clarke è il vincitore del Pritzker Architecture Prize 2026, il più prestigioso riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura. Architetto cileno nato a Santiago nel 1965, Radić viene premiato per una ricerca progettuale poetica e radicale, capace di mettere in discussione le convenzioni della disciplina attraverso un uso sperimentale dei materiali e un’attenzione profonda al contesto. La giuria ha sottolineato come la sua architettura sappia “abbracciare la fragilità”, dando forma a spazi che, pur apparendo talvolta temporanei o incompiuti, offrono protezione, apertura e possibilità.
Il lavoro di Radić si distingue per un approccio site-specific in cui ogni progetto nasce dalla relazione con il paesaggio, la memoria e le condizioni culturali del luogo. Le sue opere combinano materiali naturali e artificiali, elementi artigianali e tecnologie contemporanee, dando vita a strutture ibride e difficili da classificare. Tra i progetti più noti si annoverano il Teatro Regional del Biobío in Cile, il ristorante Mestizo a Santiago e il Serpentine Pavilion a Londra nel 2014. Lontano dalle logiche dello “starchitect”, Radić sviluppa una pratica indipendente basata su piccoli team e collaborazioni artigianali, in particolare con la scultrice Marcela Correa.
Con questo riconoscimento, Radić diventa il secondo architetto cileno a ricevere il Pritzker, dopo Alejandro Aravena, confermando il ruolo della scena cilena nel panorama architettonico contemporaneo. Il premio celebra una traiettoria che sfugge alle definizioni convenzionali e che, attraverso leggerezza, vulnerabilità e immaginazione, propone una riflessione sul senso dell’architettura oggi: non tanto costruzione di oggetti iconici, quanto creazione di spazi capaci di accogliere, evocare e trasformare l’esperienza umana.