Visioni e programmazione per il 2026

La Presidente della Fondazione Alessandra Siviero, insieme alla nuova governance, condivide con tutte e tutti le prime linee guida per il 2026. Un quadro di visioni e indirizzi che punta ad arricchire e articolare la programmazione su diversi fronti, culturale, formativo, sociale, e che sarà progressivamente integrato e sviluppato nei mesi a venire.

Come già anticipato al Bistrot Culturale Ramo d’Oro agli addetti ai lavori e agli sponsor e in occasione dell’evento al Le Roi Music Hall, la Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino Alessandra Siviero, insieme alla nuova governance, condivide con tutte e tutti le prime linee guida per il 2026. Un quadro di visioni e indirizzi che punta ad arricchire e articolare la programmazione su diversi fronti, culturale, formativo, sociale, e che sarà progressivamente integrato e sviluppato nei mesi a venire.

Tra le principali novità del 2026, la Fondazione individua nel nuovo Festival di architettura l’evento cardine dell’anno. Un progetto culturale che nasce dalla consapevolezza della necessità, per la città, di uno spazio pubblico di confronto e restituzione sull’architettura come disciplina capace di incidere concretamente sulla qualità della vita quotidiana. Il Festival si propone come un appuntamento aperto e inclusivo, rivolto tanto ai professionisti quanto ai cittadini, pensato per accendere un faro sull’architettura come strumento di cura, responsabilità e possibilità di abitare meglio il mondo che condividiamo. Un’occasione di dialogo tra saperi, linguaggi e pratiche, in cui architettura, arti visive e nuove tecnologie possano incontrarsi in una dimensione accessibile, partecipativa e contemporanea.

Accanto al Festival, la programmazione prevede un ciclo di incontri dedicato ad alcune figure chiave dell’architettura torinese e piemontese tra il Novecento e i primi anni Duemila. Il programma si articola in cinque conferenze e cinque visite guidate, in calendario tra maggio e novembre 2026, con una programmazione diffusa sul territorio. Attraverso il contributo di studiosi ed esperti, il ciclo propone una riflessione su temi trasversali quali la memoria del progetto, la conservazione e la divulgazione degli archivi, il rapporto con il patrimonio e le pratiche contemporanee, con particolare attenzione anche al ruolo delle prime donne architetto a Torino. I protagonisti del ciclo saranno Andrea Bruno, Ada Bursi, Laura Petrazzini Levi, Pietro Derossi ed Elio Luzi.

Accanto ai nuovi progetti, la Fondazione prosegue e consolida anche alcune esperienze avviate negli anni scorsi. Continua la sperimentazione di Cultura di base nelle Biblioteche civiche, con ambulatori pediatrici attivi presso le biblioteche Levi e Carluccio; è attualmente in corso la verifica tecnico-economica finalizzata a valutarne una possibile stabilizzazione. Torna inoltre la Scuola di Architettura per bambini e bambine, con l’edizione estiva Summer SOU, prevista per il mese di giugno, che proporrà laboratori e attività formative dedicate ai più giovani. Riproporremo anche i viaggi di studio e approfondimento pensati come occasioni di osservazione, confronto e crescita culturale, con tappe in città come Tirana, Amsterdam, Stoccolma e Tangeri.

Svilupperemo inoltre numerose iniziative in collaborazione con realtà, enti e professionisti della cultura del nostro territorio, nella convinzione che la progettazione culturale sia un processo aperto, capace di generare valore solo attraverso il confronto tra competenze, saperi ed esperienze diverse. La Fondazione intende infatti rafforzare il proprio ruolo di piattaforma condivisa, favorendo alleanze, reti e forme di cooperazione che mettano in relazione ricerca, professioni, istituzioni e comunità, e che consentano all’architettura di incidere in modo concreto sui contesti in cui opera.

Un ruolo centrale sarà riservato ai concorsi, intesi non solo come strumenti operativi, ma come dispositivi culturali ed etici fondamentali per garantire qualità, trasparenza e pari opportunità nell’accesso al progetto. La Fondazione conferma il proprio impegno nel sostenere e promuovere la cultura del concorso come pratica imprescindibile per l’architettura contemporanea.