OGR ad Architecture Club

Quali strategie si celano dietro la trasformazione di un edificio industriale abbandonato in un polo culturale e innovativo di rilievo internazionale? Ce lo svelerà il 5 giugno lo studio For, autore del progetto per la rifunzionalizzazione delle OGR, durante la prima puntata di Architecture Club.

Il tema del riuso è sempre più all’ordine del giorno, tanto più in un territorio come quello torinese in cui il passato industriale ha lascato in eredità numerosi contenitori ora in disuso.
Il 5 giugno a Toolbox Roberto Mancini e Valeria Sclaverano dello studio For Engineering Architecture presenteranno il progetto per la rifunzionalizzazione di una “cattedrale” della storia industriale di Torino: le Officine Grandi Riparazioni.
L’occasione sarà Architecture Club #01. Il riuso è la nuova architettura, l’incontro sostenuto da Sikkens che inaugurerà il nuovo ciclo tra pari Architecture Club.

La progettazione integrata generale, definitiva ed esecutiva, architettonica costruttiva, strutturale per le nuove opere, di impiantistica, della sicurezza e degli arredi delle OGR sarà ampiamente presentata e discussa da For Engineering Architecture, co-autore dell’intervento insieme a Zumaglini & Gallina Spa.
Parliamo di un progetto per un edificio che rischiava la demolizione, costituito da 20mila metri quadri di superficie coperti e 260mila metri cubi di volume e la cui campata più alta supera i 16 metri. Per rendere meglio l’idea, “un’architettura che uno zeppelin in volo faticherebbe a mettere completamente in ombra e che, nei suoi grandi spazi liberi, potrebbe contenere almeno quattro moderni aerei di linea”. L’obiettivo: trasformare il gigante vuoto in polo internazionale della cultura contemporanea e dell’innovazione.
Una volta commissionati i lavori da parte di OGR-CRT, i progettisti si sono ritrovati a fare i conti con necessità funzionali, restauro dell’edificio, nuova architettura, dotazioni tecnologiche, spese e tempi di realizzazione, tutti elementi da soppesare attentamente perché si possa garantire un equilibrio pragmatico, condizione essenziale per portare a completamento un’operazione di questa scala.
Alle due maniche opposte dell’edificio corrispondono le due differenti destinazioni previste: le Officine Nord sono ora dedicate alle iniziative culturali e artistiche, le quali hanno a disposizione un teatro da 2600 posti e 5 grandi sale espositive, mentre alla tecnologia e all’innovazione spetta il grande spazio condiviso delle Officine Sud con le sue 500 postazioni di lavoro per start-up, coworking, edutainment e aree per la ricerca tecnologica. Due maniche tra loro collegate da un transetto centrale in cui trovano collocazione due ristoranti da 600 coperti complessivi e un bar.
La sostenibilità ambientale, il restauro, la salvaguardia del valore storico, la flessibilità degli spazi, l’accessibilità for all e l’innovazione tecnologica sono gli ingredienti che hanno reso possibile la riuscita del progetto, oggi riconosciuto come polo di riferimento internazionale e fiore all’occhiello della città.

La presentazione di questo interessante caso farà da spunto per il confronto tra i presenti in aula, che saranno invitati a discutere il tema del riuso in modalità “Architect2Architect”.
Le iscrizioni sono aperte per entrambe le puntate del ciclo Architect Club in programma:

Per candidare un tuo progetto da discutere in aula vai alla pagina dell’iniziativa!

© FOR plus Roberto Mancini
© FOR plus Roberto Mancini
© FOR plus Roberto Mancini
© FOR plus Roberto Mancini
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© Daniele Ratti