La Fondazione sostiene enti pubblici e soggetti privati offrendo un servizio completo per l’organizzazione e la gestione dei concorsi. Attraverso i programmatori, figure esperte dedicate, accompagna tutte le fasi del percorso. Ma il concorso non riguarda solo chi progetta: riguarda la città e chi la abita.
Per la Fondazione per l’architettura, i concorsi di progettazione non sono solo uno strumento operativo per affidare incarichi: rappresentano una vera e propria pratica culturale del progetto. Essi mettono in relazione qualità, responsabilità e visione, consentendo all’architettura di esprimere il proprio ruolo pubblico in modo trasparente e aperto.
Promuovere i concorsi significa affermare che il progetto non è un atto automatico né un mero adempimento tecnico, ma un processo di ricerca, confronto e immaginazione critica. In questo senso, il concorso diventa lo spazio in cui il progetto si misura con la complessità del reale, offrendo risposte plurali, argomentate e capaci di interpretare bisogni espliciti e latenti.
La Fondazione sostiene enti pubblici e soggetti privati offrendo un servizio completo per l’organizzazione e la gestione dei concorsi. Attraverso i programmatori, figure esperte dedicate, accompagna tutte le fasi del percorso: dalla consulenza per definire correttamente l’oggetto del concorso e scrivere il disciplinare, alla scelta della piattaforma più adatta, all’individuazione dei giurati, fino all’assistenza ai lavori di selezione e alla comunicazione di bando e risultati. In questo modo, la Fondazione garantisce processi chiari, trasparenti e orientati alla qualità del progetto.
I concorsi rappresentano anche un’opportunità di accesso alla professione per architetti e architette, soprattutto per giovani studi e pratiche emergenti, che possono confrontarsi su un piano più equo. In questo senso, promuoverli significa lavorare per una professione più aperta, inclusiva e fondata sul valore delle idee.
Ma il concorso non riguarda solo chi progetta: riguarda la città e chi la abita. Ogni concorso ben costruito è un atto di responsabilità verso la collettività, perché lo spazio influisce sulla qualità della vita, sulle relazioni e sulle emozioni. Diventa così un’occasione per interrogarsi non solo su come costruire, ma sulle motivazioni e su chi fruirà del progetto.
Sostenere i concorsi significa infine affermare una postura culturale: credere nel progetto come atto collettivo, nel confronto come valore e nella capacità dell’architettura di immaginare futuri possibili. In questo spazio aperto e rigoroso, il progetto torna a essere non solo una risposta tecnica, ma una presa di posizione sul mondo che vogliamo abitare.
Per approfondimenti sul servizio della Fondazione e sulle modalità di supporto nell’organizzazione di concorsi, è possibile scrivere a: segreteria@fondazioneperlarchitettura.it.
